AZIENDA

L' AZIENDA
Aureli nasce dalla tradizione agricola e di rispetto per l’ambiente del Territorio in cui opera: il Fucino. Qui, la terra, l’uomo e la sua conoscenza si fondono sino formare un legame antico che Aureli ha rafforzato nel tempo.


TERRITORIO E IDENTITÀ
LA NOSTRA STORIA – 50 ANNI DI TRADIZIONE AGRICOLA SOSTENIBILE
L’azienda AURELI nacque dall’idea imprenditoriale di MARIO AURELI che attinse dalla lunga tradizione agricola del territorio in cui è ubicata “l’altopiano del Fucino”iniziando a coltivare carote nel 1968. La storia dell’Azienda nasce dal forte legame che la Famiglia ha sempre avuto per la sua Terra.

Le caratteristiche uniche del terreno e la posizione geografica hanno fatto di questo territorio una delle aree più favorevoli per la coltivazione di ortaggi di tutta Europa. Anticamente il Fucino era un vasto lago, il terzo per estensione in Italia, prosciugato sul finire del XIX secolo lasciando in eredità un suolo altamente fertile.

L’altopiano si trova a circa 700mt sul livello del mare, circondato da poderose vette che agiscono da barriera protettiva creando un favorevole microclima.La combinazione di questi elementi pedo-climatici ha creato i presupposti per la nascita e lo sviluppo di una tradizione agricola ben radicata nel corso dei decenni. Queste risorse sono state abilmente convertite nel tempo in ricchezza dalle genti che lo hanno popolato e che per decenni hanno coltivato svariate varietà orticole.

Nel 1923 fu istituito il “Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise” modello per la salvaguardia ambientale di tutto il Territorio circostante.In ottica di preservare l’unicità e preziosità del suo Territorio manifestando rispetto per la Terra in cui opera, Aureli ha ereditato la capacità di essere agricoltori in maniera sostenibile focalizzando la sua imprenditorialità sul concetto di Economia Circolare.


     Vista aerea della Piana del Fucino
LA NOSTRA FILOSOFIA- RISPETTO PER IL TERRITORIO
Il nostro lavoro quotidiano è avere rispetto per questo territorio unico e speciale che è il Fucino e custodirne con responsabilità il Paesaggio, la Terra e le sue Acque, quali risorse importanti che da secoli costituiscono una ricchezza inesauribile per le sue genti.

LA TRADIZIONE- UN LUNGO LEGAME CON IL PASSATO
Siamo coltivatori da oltre 50 anni ed abbiamo raccolto e tramandiamo per le future generazioni i valori che gli abitanti del Territorio hanno portato con sé per decenni. Si è creato nel tempo un legame speciale tra le comunità ed il territorio, un legame di natura che nasce dal campo ed arriva fino alla tavola. Il fondatore, Mario Aureli, ha raccolto la piccola realtà agricola dei suoi avi e, con spinta imprenditoriale ne ha ampliato gli orizzonti. Il testimone è passato alle nuove generazioni: la continuità familiare ed aziendale ha garantito la passione per la coltivazione ed il rispetto per il Territorio. Aureli ha rinsaldato il legame antico fra Terra e Uomo da sempre presente nel Fucino.

IL NOSTRO OBIETTIVO – Qualità totale in maniera sostenibile
I processi produttivi di Aureli da sempre coniugano l’alta innovazione ad una radicata tradizione dove è sempre l’esperienza dell’uomo a fare da guida fondante per un’ attenta costruzione della qualità totale in maniera sostenibile.
      Mappa topografica del Fucino con dettaglio canali irrigui ed areali di coltivazione


Il Fucino
È la terra che siamo ed è il nostro orto per 12 mesi l’anno. Nel cuore della Marsica (provincia de L’Aquila), già occupata da un ampio lago ora prosciugato. L’attuale Piana del Fucino è posta a una quota di 650 m s.l.m. ed è racchiusa completamente da dorsali montuose (a Nord il massiccio del Velino, a Est e Nord Est i Monti del Sirente, a Sud quelli della Marsica, a Ovest i Simbruini).
Quando era occupata dal lago, quest’ultimo si sviluppava su una superficie di circa. 155 km2 con una profondità massima di 18 m. Una parte dell’ alimentazione del bacino era fornita attraverso la circolazione idrica sotterranea. Perciò il regime del lago era assai variabile e soggetto a rapide e notevoli variazioni di livello ed estensione. Il primo progetto di prosciugare il lago per 
aumentare la superficie coltivabile a frumento risale a Giulio Cesare. Claudio lo eseguì facendo costruire un emissario per smaltire le acque nel F. nel Liri. Nel Medioevo il Fucino tornò alla condizione di lago chiuso con regime irregolare. Il prosciugamento, iniziato (1852) da una società francese, fu continuato dal duca Alessandro Torlonia e si completò solo nel 1879,. 
Questo cambiamento geografico ha portato ad indirizzare le attività economiche delle popolazioni sino ad allora dedite prevalentemente alla pastorizia, sempre più verso le pratiche agricole. Con i decenni tale vocazione si è sempre più accentuata sino a far diventare il Fucino una delle aree più importanti d’Europa per la coltivazione di ortaggi. 

L' Antico Lago del Fucino
La storia del lago de Fucino inizia in epoca glaciale. La sua superficie si stima raggiungesse i 155 km ed una profondità dai 18 ai 22 mt: era il terzo lago in Italia per estensione dopo il Lago di Garda ed il Lago Maggiore, ed il primo dell’Italia peninsulare. Era però il lago più in alto poiché risiedeva a circa 600 mt di quota.
Una ricca provincia ai tempi dell’antico Impero Romano
Sulle sponde del lago sorsero importanti insediamenti tra cui Alba Fucens e Marruvium. Alba Fucens, fondata da Roma come colonia di diritto latino nel 304 a.c, in età imperiale fu luogo ricco e prospero come testimoniano i resti archeologici. Marruvium ea era una antica città dell’Italia centrale e principale centro del popolo dei Marsi che fu successivamente assoggettato dai Romani dopo una strenua resistenza T estimonianze storiche parlano di un imponenti spettacoli navali organizzati dai romani nel bacino del Fucino, le cosiddette Naumachie. La più importante Naumachia svolta qui fu quelle di Claudio nel 52d.c.. Per l’eccellente riuscita della rappresentazione, lo scrittore latino Tacito ci dice che furono costruite centinaia di galere su due flotte e rastrellati cieca reperiti circa 19.000schiavi da impiegare nei combattimenti. L’imperatore Claudio, la moglie ed il figlioccio Nerone presero assistettero allo spettacolo da un apposito chiosco costruito per l’occasione.
Il primo tentativo di prosciugamento ad opera dei Romani
Nonostante i Romani avessero scelto il Fucino come luogo di villeggiatura, fu proprio in tale epoca che iniziò ad emergere la necessita di bonificare il lago a causa delle numerose inondazione ed ovvi problemi stagionali che questo portava. Fu l’Imperatore Claudio che si adoperò in tal senso tra il 41 e 52 dc , realizzando i cosiddetti “Cunicoli di Claudio”, opera idraulica costituita da un lungo canale sotterraneo, 6 cunicoli, 32 pozzi.Dal versante di Avezzano buona parte delle acque defluì attraverso il monte Salviano direttamente nel fiume Liri sino al Mar Tirreno. Con la caduta dell’Impero Romano le invasioni barbariche, che segnarono anche la storia della Marsica, mancò inevitabilmente la manutenzione tanto che i canali si ostruirono irrimediabilmente con il ritorno delle acque ai livelli lacustri precedenti.
 Il Fucino ai tempi del Re Sole
Il Fucino fu Terra natale del cardinale Mazzarino, nato nel 1602 a Pescina sulle sponde ricostituito lago, che visse alla corte di Luigi XVI durante il secolo XVII, ed intervenne in maniera attiva nella vita politica del tempo succedendo al cardinale Richelieu.
Il prosciugamento definitivo ad opera del principe Alessandro Torlonia
Dopo circa 18 secoli dal primo prosciugamento Claudiano, con l’intervento del banchiere romano Alessandro Torlonia, il 15 febbraio del 1857 venne ripreso il progetto. L’opera fu conclusa nel 1870 e le operazioni di bonifica del bacino furono portare a termine tra il 1875 e 1876.Furono impegnati per oltre 20 anni maestranze e tecnici tra i più qualificati dell’epoca che ristrutturarono emissari, cunicoli ed Incile (originari, ampliandone le sezioni). Attraverso il canale collettore le acque del Fucino defluirono totalmente nel fiume Liri. Sul Monte Salviano furono ampliati vecchi cunicoli di servizio dell’emissario ed aggiunti altri pozzi.L’enorme massa d’acqua impiegò ben 25 lunghi anni per svanire completamente con l’aiuto di 400 mila operai ed una 
 spesa di 20 mila euro. Il primo ottobre del 1878 il Lago fu dichiarato ufficialmente prosciugato e fu cosi che i pescatori del bacino divennero ben presto agricoltori. Nel 1875 re Vittorio Emanuele II, in riconoscimento di tale mastodontica opera, conferì il titolo di “Principe del Fucino” a Torlonia e 16.507 ettari di terreno vennero alla luce. Si è poi costruita una buona rete di strade: attorno al bacino si snoda per 52 Km. una strada principale e numerose strade rettilinee l’attraversano. Dei 16.507 ettari, 2.500 ettari furono dati agli abitanti del luogo, un’altra ai comuni rivieraschi ed il resto rimase di proprietà dei Torlonia. Nelle nuove terre si insediarono numerosi coloni provenienti dalle altre parti d’Abruzzo, delle Marche e della Romagna.
Ignazio Silone e la Riforma Fondiaria del 1950:Il Fucino verso la modernità e l'agricoltura del futuro.
Nel 1886 iniziarono le lotte dei contadini contro Torlonia per il possesso della terra. Questi conflitti furono ben descritto nel romanzo “Fontamara”, capolavoro ad opera di Ignazio Silone nato nel 1900 a Pescina, paese sulle sponde del lago che fu già terra natale del Cardinale Mazzarino. In “Fontamara”, Ignazio Silone, denunciò lo sfruttamento e la rassegnazione dei contadini dell’Abruzzo dell’epoca. Dopo numerosi arresti, feriti e morti, nel 1951 si ottenne l’esproprio delle terre a Torlonia: era il tramonto di un’epoca dura che aveva visto la scomparsa dei marinai a favore dei contadini. Nel 1953 finalmente il Governo varò la Riforma agraria. Oggi nella conca del Fucino vive un grande popolo, in maggioranza legate a quelle stesse terre che un tempo erano sotto le limpide acque del lago.


Storia dell'Azienda Aureli "Le Tappe Cruciali"


Parco Nazionale D'Abruzzo, Lazio e Molise
Istituito nel 1923, il “Il Parco nazionale d' Abruzzo, Lazio e Molise” è Zona protetta dell'Appennino Abruzzese, e si estende per circa 300 Km quadrati, tre quarti dei quali nella sola provincia de L’Aquila, nacque per l’esigenza di salvaguardare la ricca biodiversità che lo caratterizza.Le specie vegetali e faunistiche lo rendono uno dei Parchi più visitati d'Italia nonché prezioso serbatoio di specie floristiche rare e luogo
di protezione degli ambienti più tipici e meglio conservati di tutto l'Appennino. I grandi mammiferi sono stato il motivo principale per l’istituzione della riserva.Ha avuto un ruolo basilare nella conservazione di alcune specie animali, come l'orso marsicano, il camoscio d'Abruzzo, il lupo appenninico, la lince, il camoscio, il cervo, il capriolo, la lontra, il tasso, l'istrice, e la martora; tra gli uccelli rapaci abbiamo l’aquila 
reale,i l gufo, e diverse s di picchio e falco pellegrino.Molti anche i fiori caratteristici del parco, tra questi la Scarpetta di Venere, il Riccio di Dama, l'Astro alpino, la Genziana delle nevi e l'Iris Marsica. 


LINK UTILI
PARCO NAZIONALE ABRUZZO
LAZIO E MOLISE
PARCO REGIONALE SIRENTE VELINO
OVINDOLI MONTE MAGNOLIA
IGNAZIO SILONE

CERTIFICAZIONI
JAS - Japan Agricultural Standards 
USDA/NOP ORGANIC - United States Department of Agricolture / National Organic Program
BIO ICEA - Prodotto Biologico
GLOBAL G.A.P. - Good Agricultural Practices
GRASP - GLOBAL G.A.P Risk Assessment on Social Practice
IFS - International Food Standard
IGP - Indicazione Geografica Protetta
KOSHER - Compliant with Jewish Dietary Rules
CSQA - HACCP - UNI 10854:1999
AEO - Authorized Economic Operator
FDA - Food and Drug Administration
FTA - Free Trade Agreement

EXPORT
Un successo globale: AURELI è presente in oltre 60 mercati esteri

50


ANNI DI 
STORIA

3.000


COLTIVAZIONI
IN ETTARI

oltre 1.000


CLIENTI
SODDISFATTI

oltre 2.000


SPEDIZIONI
ANNUE

70%


RIDUZIONE UTILIZZO FERTILIZZANTI CHIMICI

5


CONTINENTI SERVITI

1.000


KWH DA GREEN ENERGY

60


MERCATI ESTERI

100.000


MQ.  DI STABILIMENTI

50%


PERCENTUALE DI
EXPORT

200


DIPENDENTI

5


STABILIMENTI

IL CUORE VERDE D'ITALIA
Le nostre coltivazioni sono protette dalle montagne del
PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO
LAZIO E MOLISE
Coltivazione diretta dei prodotti per 12 mesi l'anno!

Innovazione

Ricerca

Rispetto dell'Ambiente

Sostenibilità

insured-licendArtboard 1

Supporto

Qualità del servizio

Struttura...

Organizzazione

Green Energy

Made in Italy

Tracciabilità

Investimento

Share by: